Dopo anni ho rimesso in uso la mia vecchia tastiera IBM Model M (http://en.wikipedia.org/wiki/Model_M_keyboard), circa una settimana per ritrovarla e circa 3 ore per ripulirla ma ne è valsa la pena, senza dubbio.

Il suo feedback tattile/uditivo è preciso, rassicurante e motivante. Già, “motivante” può sembrare strano ma è una aggettivo che qualche giorno fa ho letto attribuire a questo fantastico strumento e che sottoscrivo in pieno, anche adesso che la scrittura di queste parole viene scandita ad ogni pressione di tasto dal caratteristico, rassicurante e motivante CLACK.

Mi è venuta voglia di rimetterla in funzione qualche giorno fa, quando il Mighty Mouse che gli amici mi avevano regalato per un compleanno di un po’ di anni fa mi ha mollato ed ho dovuto sostituirlo. Cercando di capire quale potesse essere il migliore in termini di comfort e funzionalità ho deciso per il R.A.T. 7 (http://cyborggaming.com/prod/rat7.htm) Se pur con un nome decisamente ridicolo ed un aspetto apparentemente degno del nome, si è rivelato un oggetto impeccabile, ricco di funzionalità, personalizzabile ed estremamente comodo. Il suo preciso e rassicurante CLICK mi ha fatto ricordare la mia cara vecchia Model M e mi ha convinto a cercarla per affiancarla al nuovo arrivato.

L’amore per il technovintage mi ha portato a cercare attentamente tra gli oggetti del passato alla ricerca di un mouse dalle caratteristiche tecniche e di design particolarmente degne di nota e devo dire che, purtroppo, non ho trovato niente di rilevante; effettivamente sono stato tentato dal Logitech Cyberman (http://farm1.static.flickr.com/96/212798893_c147952d00.jpg), il “mouse” reso famoso dal video Amazing degli Aerosmith (http://www.youtube.com/watch?v=zSmOvYzSeaQ) ma è sostanzialmente un joystick con un mouse attaccato, troppo scomodo e troppo poco preciso per lavorarci.

Trovo bizzarro che il miglior mouse che ho potuto acquistare sia stato progettato nel 2010 mentre la migliore tastiera che abbia mai provato o di cui abbia sentito parlare è stata disegnata (come riporta l’etichetta nella parte inferiore) nel 1985.

Oltre ai fattori amarcord e funzionalità, il particolare della mancanza dei tasti “windows” la rende ancora più gradita. Il vantaggio di non avere più menù che si aprono interropendo il retrogame di turno giocato appassionatamente a tutto schermo si paga però nella perdita dell’utilissima funzione (forse l’unica) del blocco del computer (con richiesta di password) attraverso la combinazione WIN+L che uso spessissimo quando uso Windows XP.

Per ovviare a questo problema ho pensato da prima a scaricare uno degli innumerevoli software di gestione delle combinazioni di tasti, poi mi sono detto che prima di rassegnarmi a caricare l’ennesimo programma residente in memoria per svolgere UNA semplice funzione, avrei dovuto cercare un modo indolore, ed eccolo qua:

Ho trovato che il blocco del computer avviene attraverso una funzione residente nella libreria user32.dll, la funzione LockWorkStation, quindi ho eseguito il comando:

%windir%\system32\rundll32.exe user32.dll,LockWorkStation

Il pc si è bloccato come desiderato, a questo punto ho creato un collegamento sul desktop in modo da poter bloccare il pc cliccando su un’icona.

La soluzione non mi soddisfaceva a pieno, prima di tutto perché volevo bloccare il pc dalla tastiera come ho sempre fatto e secondo perché mi piace tenere il desktop senza icone inutili tra le scatole, meglio se nessuna.

Ho cercato di risolvere il primo problema associando una combinazione di tasti al collegamento, cliccando con il tasto destro l’icona, proprietà, collegamento e impostando la combinazione di tasti, precisamente premendo il tasto L al quale automaticamente viene aggiunta la combinazione CTRL + ALT avendo come risultato la possibilità di bloccare il pc premendo ALT Gr ed L.

Il secondo problema mi ha portato ad una soluzione che non mi soddisfa del tutto ma che per il momento può starmi bene: ho scoperto che spostando dal desktop il collegamento associato ad una combinazione di tasti, la combinazione smette di funzionare. Non ho trovato documentazione in merito ma il fatto è palese, anche cancellando e ricreando l’associazione della combinazione di tasti con il collegamento, se non sta sul desktop non funziona.

Speravo di poter spostare il mio collegamento nella barra dei collegamenti rapidi sulla taskbar e invece niente da fare. A questo punto ho deciso che “occhio non vede, cuore non duole”, ho modificato l’icona del collegamento puntando al file shell32.dll dentro %windir%\system32\ e selezionando un’icona vuota, ho rinominato il collegamento utilizzando il carattere “nullo” ALT+255 e mi sono ritrovato un file completamente invisibile sul desktop che posso richiamare premendo Alt Gr + L.

Una volta rinominato il file ho dovuto cancellare e ricreare l’associazione con la combinazione di tasti, probabilmente è associata al nome del file e non viene aggiornata automaticamente dal sistema quando questo viene rinominato.

Ora funziona, quasi come volevo, nonostante l’idea di avere un file “invisibile” sul desktop non mi esalti, la preferisco sicuramente ad avere un programma ad occupare memoria inutilmente.

Chiudo questa lunga divagazione ringraziando Francesco per avermi aiutato a ritrovare la mitica IBM Model M, Taym per avermela fatta scoprire e TechTrax per la documentazione sulla funzione LockWorkStation.